SULLA POESIA DI IOSIF BRODSKIJ

I POETI RITORNANO – QUARTA USCITA

Parte IV

La poesia “Farfalla”

La bellezza, quello che viene poi se ne va, quello che vorremmo potesse rimanere, ma non può. Tutto questo è condensato, come su un vetro e Brodskij con il dito, dolcemente, disegna quello che va sparendo. C’è pressione e leggerezza in questo tocco, forse è questa la vera essenza della sua poesia, la misura delle cose, il sostare in uno spazio che apre e chiude ad un tempo. L’uomo è tutto ciò che lo tocca, compreso la disperazione ed il dolore. Tuttavia non c’è solo rassegnazione in Brodskij, al contrario: ha affrontato l’esilio senza drammatizzarlo, così come ogni esperienza vissuta. Nella sua vita si sono susseguiti uno dopo l’altro eventi che avrebbero potuto piegarlo. Tuttavia niente di tutto questo è avvenuto, Brodskij è riuscito a mantenere una visione lucida, triste a volte, ma non disperata. Non c’è autocommiserazione nella sua storia. Le parole si ergono dritte, resistenti, pur nella consapevolezza che tutto svanisce. Ed è qui che, forse più che in ogni altro spunto, si può cogliere la grandezza di un uomo, di un intellettuale, di un poeta. Nelle parole di Brodskij si assiste al coraggio di voler persistere, senza ingannarsi, poiché a certi uomini la tigna dell’oblio il senno corrompe, e Brodskij lo sa. Da qui la meraviglia che può ingenerare in lui la visione fragile della Farfalla. L’animale che non può vivere più di ventiquattrore e al quale non è stata data in dono nemmeno la parola per lamentarsene.

Farfalla

XII

Tanta bellezza
per così breve tempo,
spinge a una congettura
che fa storcer la bocca:
dire con più chiarezza
che il mondo per davvero
creato è senza scopo, o invece,
se scopo esiste mai,
non siamo noi.
Entomologo-amico, per la luce
non ci sono spilli
né per il buio.

XIII

Ti dirò “Addio”?
e addio al giorno che si compie?
a certi uomini la tigna dell’oblio
il senno corrompe;
ma bada, è tutta

colpa del fatto
che hanno dietro le spalle
non giorni a letto in due
non sonni fondi
o sogni folli,
non il passato, ma nubi
di tue sorelle!

XIV

Sei migliore del Nulla.
O meglio: sei più prossima,
sei più visibile.
Di dentro, ad esso
del tutto simile.
Nel volo tuo
il Nulla acquista carne;
nel quotidiano strepito
ecco perché
uno sguardo tu meriti:
sei la barriera lieve
fra il Nulla e me.

Articolo e grafica a cura di Matteo Fiorucci

SULLA POESIA DI IOSIF BRODSKIJ

I POETI RITORNANO – QUARTA USCITA

Parte IV

La poesia “Farfalla”

La bellezza, quello che viene poi se ne va, quello che vorremmo potesse rimanere, ma non può. Tutto questo è condensato, come su un vetro e Brodskij con il dito, dolcemente, disegna quello che va sparendo. C’è pressione e leggerezza in questo tocco, forse è questa la vera essenza della sua poesia, la misura delle cose, il sostare in uno spazio che apre e chiude ad un tempo. L’uomo è tutto ciò che lo tocca, compreso la disperazione ed il dolore. Tuttavia non c’è solo rassegnazione in Brodskij, al contrario: ha affrontato l’esilio senza drammatizzarlo, così come ogni esperienza vissuta. Nella sua vita si sono susseguiti uno dopo l’altro eventi che avrebbero potuto piegarlo. Tuttavia niente di tutto questo è avvenuto, Brodskij è riuscito a mantenere una visione lucida, triste a volte, ma non disperata. Non c’è autocommiserazione nella sua storia. Le parole si ergono dritte, resistenti, pur nella consapevolezza che tutto svanisce. Ed è qui che, forse più che in ogni altro spunto, si può cogliere la grandezza di un uomo, di un intellettuale, di un poeta. Nelle parole di Brodskij si assiste al coraggio di voler persistere, senza ingannarsi, poiché a certi uomini la tigna dell’oblio il senno corrompe, e Brodskij lo sa. Da qui la meraviglia che può ingenerare in lui la visione fragile della Farfalla. L’animale che non può vivere più di ventiquattrore e al quale non è stata data in dono nemmeno la parola per lamentarsene.

Farfalla

XII

Tanta bellezza
per così breve tempo,
spinge a una congettura
che fa storcer la bocca:
dire con più chiarezza
che il mondo per davvero
creato è senza scopo, o invece,
se scopo esiste mai,
non siamo noi.
Entomologo-amico, per la luce
non ci sono spilli
né per il buio.

XIII

Ti dirò “Addio”?
e addio al giorno che si compie?
a certi uomini la tigna dell’oblio
il senno corrompe;
ma bada, è tutta

colpa del fatto
che hanno dietro le spalle
non giorni a letto in due
non sonni fondi
o sogni folli,
non il passato, ma nubi
di tue sorelle!

XIV

Sei migliore del Nulla.
O meglio: sei più prossima,
sei più visibile.
Di dentro, ad esso
del tutto simile.
Nel volo tuo
il Nulla acquista carne;
nel quotidiano strepito
ecco perché
uno sguardo tu meriti:
sei la barriera lieve
fra il Nulla e me.

Articolo e grafica a cura di Matteo Fiorucci