L’AMORE NONOSTANTE TUTTO

PRIMA USCITA

PARTE I

Raymond Carver

La sua aura.
Magari durerà davvero per sempre. Se sono fortunati,
e buoni, e tolleranti. E attenti. Se riusciranno
a continuare ad amarsi senza risparmio.

Orientarsi con le stelle – Minimum Fax, 2016

Raymond Carver è uno di quei poeti che si incontra un po’ per caso, ma coi quali si rimane per sempre. Ogni poeta porta con sé una storia, quella della sua vita e delle sue vite, di quelle che ha incrociato ed incontrato. Parlare di Carver diventa come prima cosa il parlare di un uomo, tutta la sua poetica rende necessario l’avvicinamento alla sua biografia personale.
Carver fu uno dei maestri della letteratura americana contemporanea. Fu autore di romanzi, racconti brevi, poesie, saggi, non abbandonò mai il suo stile, asciutto, pulito e, soprattutto, onesto. Quest’ultimo aggettivo è quello che più di tutti racchiude il Carver scrittore: onesto.
È difficile incontrare nella letteratura autori così trasparenti e luminosi. Tutta la ricerca della poetica di Carver mira alla sincerità e quindi all’immediatezza, ovvero a quel passaggio diretto tra ciò che il poeta sente e ciò che il poeta restituisce attraverso le parole. Carver è senza maschera, la parola non è anfratto, non è tana, ma liberazione e apertura alla vita, ai suoi attimi.

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l’ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell’alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

La poesia che non ho scritto – Orientarsi con le stelle

Raymond Carver è uno di quei poeti che riesce a metterti lì di fronte a ciò che leggi e farti vivere un momento non tuo come se lo fosse. È la sua onestà che apre lo spazio per il lettore e che gli permette di sedersi al posto di chi la poesia l’ha scritta. Tutta la sua poesia è un’infinita autobiografia fatta di fotografie, di istanti. Stilisticamente Carver nelle sue poesie si mette sempre dal lato e al fianco allo spettatore. L’io spesso divide, ci fa vedere qualcuno che si vive, mentre qui accompagniamo chi ci parla nel suo personale viaggio senza esserne esclusi nemmeno per un attimo. Questa è un’altra bellissima caratteristica della scrittura di Carver: per quanto ciò che scrive sia spesso molto personale, composto dal materiale dei suoi ricordi e del suo vissuto non ci si sente mai esclusi da questa vita. È un po’ come fosse anche nostra, una vita che forse non abbiamo vissuto davvero, ma nella quale ci ritroviamo, osservatori e compagni. Finito un suo libro è difficile dire quale sia il confine del nostro io.

Articolo e grafica a cura di Matteo Fiorucci.

L’AMORE NONOSTANTE TUTTO

PRIMA USCITA

PARTE I

Raymond Carver

La sua aura.
Magari durerà davvero per sempre. Se sono fortunati,
e buoni, e tolleranti. E attenti. Se riusciranno
a continuare ad amarsi senza risparmio.

Orientarsi con le stelle – Minimum Fax, 2016

Raymond Carver è uno di quei poeti che si incontra un po’ per caso, ma coi quali si rimane per sempre. Ogni poeta porta con sé una storia, quella della sua vita e delle sue vite, di quelle che ha incrociato ed incontrato. Parlare di Carver diventa come prima cosa il parlare di un uomo, tutta la sua poetica rende necessario l’avvicinamento alla sua biografia personale.
Carver fu uno dei maestri della letteratura americana contemporanea. Fu autore di romanzi, racconti brevi, poesie, saggi, non abbandonò mai il suo stile, asciutto, pulito e, soprattutto, onesto. Quest’ultimo aggettivo è quello che più di tutti racchiude il Carver scrittore: onesto.
È difficile incontrare nella letteratura autori così trasparenti e luminosi. Tutta la ricerca della poetica di Carver mira alla sincerità e quindi all’immediatezza, ovvero a quel passaggio diretto tra ciò che il poeta sente e ciò che il poeta restituisce attraverso le parole. Carver è senza maschera, la parola non è anfratto, non è tana, ma liberazione e apertura alla vita, ai suoi attimi.

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l’ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell’alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

La poesia che non ho scritto – Orientarsi con le stelle

Raymond Carver è uno di quei poeti che riesce a metterti lì di fronte a ciò che leggi e farti vivere un momento non tuo come se lo fosse. È la sua onestà che apre lo spazio per il lettore e che gli permette di sedersi al posto di chi la poesia l’ha scritta. Tutta la sua poesia è un’infinita autobiografia fatta di fotografie, di istanti. Stilisticamente Carver nelle sue poesie si mette sempre dal lato e al fianco allo spettatore. L’io spesso divide, ci fa vedere qualcuno che si vive, mentre qui accompagniamo chi ci parla nel suo personale viaggio senza esserne esclusi nemmeno per un attimo. Questa è un’altra bellissima caratteristica della scrittura di Carver: per quanto ciò che scrive sia spesso molto personale, composto dal materiale dei suoi ricordi e del suo vissuto non ci si sente mai esclusi da questa vita. È un po’ come fosse anche nostra, una vita che forse non abbiamo vissuto davvero, ma nella quale ci ritroviamo, osservatori e compagni. Finito un suo libro è difficile dire quale sia il confine del nostro io.

Articolo e grafica a cura di Matteo Fiorucci.