NEON GENESIS EVANGELION

MECHA – QUARTA USCITA

Gli anni ’90

ANGELI CONTRO L’UMANITÀ

Gli anni ’90 sono un periodo molto complicato per tutto il Giappone.
Il 7 gennaio 1989 l’imperatore Hirohito muore dopo una lunga malattia, finisce l’era della “pace illuminata”, il periodo Shōwa.
Akihito, il figlio del precedente sovrano, è il nuovo imperatore e proclama l’inizio dell’era Heisei, il periodo della “pace completa”, ma dopo la fortissima crescita economica dei precedenti decenni, la situazione del Giappone precipita, portando il paese in crisi.
Sempre in gennaio, ma nel 1995, la città di Kobe viene distrutta da un violento terremoto, le vittime sono seimila. Questa tragedia, purtroppo prevedibile, scopre un paese incapace a reagire e un marcio sistema di corruzione e speculazione sugli appalti.
20 marzo, stesso anno, Tokyo è vittima di un attacco terroristico da parte di un gruppo di fanatici appartenenti alla setta religiosa Aum Shinrikyō (Suprema Verità di Aum). La metropolitana della capitale è riempita di gas sarin, muoiono 13 persone, cinquemila sono intossicate.
Il Giappone è scosso fin dalle fondamenta, smarrito in un sistema sull’orlo del fallimento, la popolazione guarda in uno specchio un riflesso che non gli appartiene.
Tra questi c’è anche un giovanissimo animatore con già parecchia esperienza sulle spalle, Hideaki Anno. Formatosi lavorando alla serie Fortezza superdimensionale Macross, viene a contatto con Hayao Miyazaki che rimane colpito dal suo talento e lo impiega come animatore nelle sequenze più complicate di Nausicaä della Valle del vento.

Dopo questa collaborazione con lo Studio Ghibli, nel 1984 fonda lo studio Gainax dove ricopre il ruolo di direttore dell’animazione, lavora a moltissimi progetti, tra cui Le ali di Honneamise del 1987 e Nadia – Il mistero della pietra azzurra tra il 1990–1991.
Durante tutti questi anni, però, Hideaki ha sempre combattuto una personalissima battaglia e adesso, esattamente come il suo paese, è smarrito e soccombe ad una profonda depressione che lo porta lontano dai suoi amati progetti. Anima fragile e romantica, all’animazione da tutto se stesso, non curandosi minimamente dell’aspetto economico, ma solo di quello artistico e, spesso, questo si scontra con la praticità delle case produttrici. Consumato dal suo ultimo lavoro, Hideaki si ritira per quattro anni.
Il tempo passa e la Gainax lascia carta bianca ad Anno, cercando di riportarlo a lavorare. Nel 1993 spunta un documento intitolato Kikakusho (Proposta). È la prima sceneggiatura di quello che da lì a poco prenderà forma in Neon Genesis Evangelion.
La storia è ambientata nel 2015, sono ormai passati quindici anni dal Second Impact, ovvero la caduta di un meteorite in Antartide che ha provocato lo spostamento dell’asse della Terra con conseguenti catastrofi naturali e cambiamenti climatici. Un ragazzino di quattordici anni, Shinji Ikari, viene convocato dal padre a Neo Tokyo 3, l’attuale capitale del Giappone, per salvare la terra dall’attacco degli Angeli, esseri misteriosi provenienti dal cielo. Gendō Ikari, il padre di Shinji, è il direttore della Nerv, un’agenzia speciale militare con lo scopo di proteggere la Terra attraverso l’utilizzo degli Evangelion, dei Mecha dall’aspetto antropomorfo.

I robot sono inizialmente 3: l’unità Eva 00, pilotata da Rei Ayanami, l’unità Eva 01, pilotata da Shinji Ikari e l’unità Eva 02, pilotata da Asuka Sōryū Langley, tutti e tre quattordicenni.
Opera dai complessi risvolti psicologici, è un percorso che si sviluppa attraverso le contorte trame dell’animo dei suoi protagonisti. Personaggi tormentati e fragili, ciascuno con le sue debolezze e virtù, non esiste luce senza ombra, non esiste forza senza paura.
La lotta continua di Shinji contro la sua naturale tendenza a fuggire da tutto ciò che lo fa stare male, la spocchia di Asuka tradita da un’autostima fragile come una bambola di pezza, il nichilismo di Rei. Tutti gli attori di questa tragedia sono coperti da cicatrici profondissime che risuonano nel cuore dello spettatore.
E cosa c’entra tutto questo con la nostra rubrica Mecha? Tutto e niente. Evangelion non ha solo rivoluzionato il genere, ha stravolto completamente il medium stesso, elevandone la narrazione e la regia dell’animazione seriale.
Il focus si sposta dall’esterno all’interno, il nemico non è più l’esercito di Zeon o il re Vega, siamo noi. La nostra resistenza a cambiare, i nostri punti fissi, le nostre regole. Gli angeli non sono altro che il riflesso irriconoscibile che vediamo allo specchio.
“Angeli, ovvero messaggeri di Dio: i nostri nemici, esseri dai nomi celesti… mi domando perché li combattiamo.”
Il 4 ottobre del 1995, ore 18:30, Tv Tokyo trasmette “L’attacco dell’Angelo”, primo episodio della serie. Inutile dire che, come tutte le grandi novità, inizialmente Evangelion non viene apprezzato, la Bandai è riluttante e non vuole mandare in produzione i modellini della serie perché troppo strani e inquietanti, ma basta un solo anno per far esplodere il fenomeno. Ad oggi, Evangelion è il franchise più commercializzato dell’intero Giappone.
Purtroppo, durante la sua messa in onda, a causa dei tempi di produzione molto lenti e degli enormi problemi di budget, Hideaki sviluppa uno stratagemma geniale per gli ultimi due episodi, trasformando la narrazione in un’esperienza metafisica. Trasmessi il 20 e il 27 marzo del 1996, vengono accolti malissimo dal pubblico, le lettere dei fan infuriati intasano la casella postale della Gainax, accusandoli che era stata risolta la parte psicologica a discapito della trama. Anno riceve addirittura minacce di morte.
Per rispondere a queste lamentele viene lanciato il progetto Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, film che ha provato a soddisfare le esigenze dei fan per quanto riguarda la parte narrativa della serie.
Hideaki Anno compie una vera e propria catarsi con la serie, mettendo a nudo se stesso e la sua malattia, diventando portavoce inconsapevole di un’intera nazione.
Una pesante armatura di metallo per un’anima troppo delicata, un gigantesco Golia d’acciaio per difendersi dalla paura di se stesso. Una bestia che gridò Amore nel cuore del mondo.

Articolo a cura di Alessandro Bogini
Grafica a cura di Luigi Mameli

NEON GENESIS EVANGELION

MECHA – QUARTA USCITA

Gli anni ’90

ANGELI CONTRO L’UMANITÀ

Gli anni ’90 sono un periodo molto complicato per tutto il Giappone.
Il 7 gennaio 1989 l’imperatore Hirohito muore dopo una lunga malattia, finisce l’era della “pace illuminata”, il periodo Shōwa.
Akihito, il figlio del precedente sovrano, è il nuovo imperatore e proclama l’inizio dell’era Heisei, il periodo della “pace completa”, ma dopo la fortissima crescita economica dei precedenti decenni, la situazione del Giappone precipita, portando il paese in crisi.
Sempre in gennaio, ma nel 1995, la città di Kobe viene distrutta da un violento terremoto, le vittime sono seimila. Questa tragedia, purtroppo prevedibile, scopre un paese incapace a reagire e un marcio sistema di corruzione e speculazione sugli appalti.
20 marzo, stesso anno, Tokyo è vittima di un attacco terroristico da parte di un gruppo di fanatici appartenenti alla setta religiosa Aum Shinrikyō (Suprema Verità di Aum). La metropolitana della capitale è riempita di gas sarin, muoiono 13 persone, cinquemila sono intossicate.
Il Giappone è scosso fin dalle fondamenta, smarrito in un sistema sull’orlo del fallimento, la popolazione guarda in uno specchio un riflesso che non gli appartiene.
Tra questi c’è anche un giovanissimo animatore con già parecchia esperienza sulle spalle, Hideaki Anno. Formatosi lavorando alla serie Fortezza superdimensionale Macross, viene a contatto con Hayao Miyazaki che rimane colpito dal suo talento e lo impiega come animatore nelle sequenze più complicate di Nausicaä della Valle del vento.

Dopo questa collaborazione con lo Studio Ghibli, nel 1984 fonda lo studio Gainax dove ricopre il ruolo di direttore dell’animazione, lavora a moltissimi progetti, tra cui Le ali di Honneamise del 1987 e Nadia – Il mistero della pietra azzurra tra il 1990–1991.
Durante tutti questi anni, però, Hideaki ha sempre combattuto una personalissima battaglia e adesso, esattamente come il suo paese, è smarrito e soccombe ad una profonda depressione che lo porta lontano dai suoi amati progetti. Anima fragile e romantica, all’animazione da tutto se stesso, non curandosi minimamente dell’aspetto economico, ma solo di quello artistico e, spesso, questo si scontra con la praticità delle case produttrici. Consumato dal suo ultimo lavoro, Hideaki si ritira per quattro anni.
Il tempo passa e la Gainax lascia carta bianca ad Anno, cercando di riportarlo a lavorare. Nel 1993 spunta un documento intitolato Kikakusho (Proposta). È la prima sceneggiatura di quello che da lì a poco prenderà forma in Neon Genesis Evangelion.
La storia è ambientata nel 2015, sono ormai passati quindici anni dal Second Impact, ovvero la caduta di un meteorite in Antartide che ha provocato lo spostamento dell’asse della Terra con conseguenti catastrofi naturali e cambiamenti climatici. Un ragazzino di quattordici anni, Shinji Ikari, viene convocato dal padre a Neo Tokyo 3, l’attuale capitale del Giappone, per salvare la terra dall’attacco degli Angeli, esseri misteriosi provenienti dal cielo. Gendō Ikari, il padre di Shinji, è il direttore della Nerv, un’agenzia speciale militare con lo scopo di proteggere la Terra attraverso l’utilizzo degli Evangelion, dei Mecha dall’aspetto antropomorfo.

I robot sono inizialmente 3: l’unità Eva 00, pilotata da Rei Ayanami, l’unità Eva 01, pilotata da Shinji Ikari e l’unità Eva 02, pilotata da Asuka Sōryū Langley, tutti e tre quattordicenni.
Opera dai complessi risvolti psicologici, è un percorso che si sviluppa attraverso le contorte trame dell’animo dei suoi protagonisti. Personaggi tormentati e fragili, ciascuno con le sue debolezze e virtù, non esiste luce senza ombra, non esiste forza senza paura.
La lotta continua di Shinji contro la sua naturale tendenza a fuggire da tutto ciò che lo fa stare male, la spocchia di Asuka tradita da un’autostima fragile come una bambola di pezza, il nichilismo di Rei. Tutti gli attori di questa tragedia sono coperti da cicatrici profondissime che risuonano nel cuore dello spettatore.
E cosa c’entra tutto questo con la nostra rubrica Mecha? Tutto e niente. Evangelion non ha solo rivoluzionato il genere, ha stravolto completamente il medium stesso, elevandone la narrazione e la regia dell’animazione seriale.
Il focus si sposta dall’esterno all’interno, il nemico non è più l’esercito di Zeon o il re Vega, siamo noi. La nostra resistenza a cambiare, i nostri punti fissi, le nostre regole. Gli angeli non sono altro che il riflesso irriconoscibile che vediamo allo specchio.
“Angeli, ovvero messaggeri di Dio: i nostri nemici, esseri dai nomi celesti… mi domando perché li combattiamo.”
Il 4 ottobre del 1995, ore 18:30, Tv Tokyo trasmette “L’attacco dell’Angelo”, primo episodio della serie. Inutile dire che, come tutte le grandi novità, inizialmente Evangelion non viene apprezzato, la Bandai è riluttante e non vuole mandare in produzione i modellini della serie perché troppo strani e inquietanti, ma basta un solo anno per far esplodere il fenomeno. Ad oggi, Evangelion è il franchise più commercializzato dell’intero Giappone.
Purtroppo, durante la sua messa in onda, a causa dei tempi di produzione molto lenti e degli enormi problemi di budget, Hideaki sviluppa uno stratagemma geniale per gli ultimi due episodi, trasformando la narrazione in un’esperienza metafisica. Trasmessi il 20 e il 27 marzo del 1996, vengono accolti malissimo dal pubblico, le lettere dei fan infuriati intasano la casella postale della Gainax, accusandoli che era stata risolta la parte psicologica a discapito della trama. Anno riceve addirittura minacce di morte.
Per rispondere a queste lamentele viene lanciato il progetto Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, film che ha provato a soddisfare le esigenze dei fan per quanto riguarda la parte narrativa della serie.
Hideaki Anno compie una vera e propria catarsi con la serie, mettendo a nudo se stesso e la sua malattia, diventando portavoce inconsapevole di un’intera nazione.
Una pesante armatura di metallo per un’anima troppo delicata, un gigantesco Golia d’acciaio per difendersi dalla paura di se stesso. Una bestia che gridò Amore nel cuore del mondo.

Articolo a cura di Alessandro Bogini
Grafica a cura di Luigi Mameli