NEOCLASSICISMO MECHA
MECHA – QUINTA USCITA
Anno 00
Neoclassicismo Mecha
Il successo di Akira e dei film di Miyazaki aprirono le porte del mercato occidentale, ma è solo grazie al successo di Ghost in the Shell (1995 per la regia di Mamoru Oshii) e la serie televisiva, tanto amata dalla mia generazione, Pokémon, che l’animazione giapponese prende coscienza di sé come realtà industriale e prodotto di esportazione.
Il DVD si afferma come supporto standard per l’home-video, il giro d’affari si allarga concentrandolo principalmente nelle aree asiatiche, anche in occidente si inizia a vedere di più, ma viene considerato poco più di un’attività commerciale collaterale.
Nonostante questi segnali positivi, l’economia giapponese continua ad annaspare, il tasso di criminalità e la disoccupazione aumentano e gli studi d’animazione non fanno eccezione, pochissimi sono i fortunati ad avere contratti a tempo pieno e determinato. Si arriva addirittura a spostare parte della produzione all’estero a scapito della qualità del prodotto, creando significative differenze tra i vari anime trasmessi.
La crisi economica alimenta un grandissimo desiderio di evasione e proprio questa necessità di svago e tendenza al risparmio porta i produttori a buttarsi su generi di sicuro successo, come il Mecha. Nel 2002 esce Full Metal Panic!, show che si divide tra gag comiche tipiche della high school comedy e battaglie tra robot, e RahXephon dello studio Bones, opera chiaramente ispirata a Neon Genesis Evangelion, che riesce a coniugare vecchia e nuova tradizione robotica, ma è di qualche tempo dopo la vera svolta degli anni 2000 ed è sempre firmata dallo studio Sunrise, creatore di Gundam.
Il 6 ottobre del 2006, per il soggetto originale di Ichirō Ōkōchi e la regia di Gorō Taniguchi, parte il progetto Code Geass. Fantascienza e mecha si uniscono in un connubio vincente, il design impeccabile curato dall’esperto Eiji Nakada e Akira Yasuda ideatori del Knightmare Frame, gli antropomorfi mecha del nuovo millennio.
In un presente ucronico, la Britannia domina il mondo. Il principe Charles, scapestrato ribelle, viene esiliato insieme alla sorella Nunnally nell’Area 11, ovvero il Giappone. Trovandosi coinvolto nella lotta indipendentista, viene a contatto con C.C., mistico personaggio che gli dona un potere sovrannaturale, il geass. Serie considerata il miglior prodotto di quel periodo, è formata da due stagioni entrambe di 25 episodi che uniscono pubblico e critica valendogli per ben due volte il premio come miglior serie televisiva all’Animeshon Kōbe e alla Tokyo International Anime Fair, dove viene premiato anche l’autore Ōkōchi per il miglior soggetto.
2007, finalmente il Giappone esce dalla stagnante crisi degli ultimi anni e i mercati riprendono a girare e il paese si avvia verso una fase di grande stabilità. Nonostante l’animazione sia il terzo compartimento industriale dell’isola per ricchezza prodotta, il mercato ha raggiunto il punto di saturazione e la produzione inizia a diminuire.
I produttori sono costretti a investire ancora su prodotti dalla rendita sicura e allora Mecha sia.
Il primo aprile di quell’anno su TV Tokyo esordisce Gurren Lagan (Tengen toppa Gurren Lagan), 27 episodi prodotti dallo studio Gainax a dieci anni dal suo massimo successo, Neon Genesis Evangelion.
In un lontano futuro l’umanità si nasconde dagli uomini-bestia nel sottosuolo. Mentre i due fratelli Simon e Kamina progettano il loro ritorno in superficie, ritrovano un vecchio robot pilotato dagli uomini-bestia chiamato Gunmen e lo sfruttano per tornare all’aria aperta. A mano a mano che la lotta continua, formano la Brigata Gurren nel tentativo di liberare l’umanità dal suo bestiale oppressore.
Sempre nello stile della Gainax, rimpossessandosi della spensieratezza e solarità di cui Evangelion era stato privato, il genere viene rivisitato, prendendo a piene mani dal suo ricco patrimonio per creare delle nuove forme, una rinascita che sa di passato, un neoclassicismo di ferro e acciaio.
Articolo a cura di Alessandro Bogini
Grafiche di Luigi Mameli
NEOCLASSICISMO MECHA
MECHA – QUINTA USCITA
Anno 00
Neoclassicismo Mecha
Il successo di Akira e dei film di Miyazaki aprirono le porte del mercato occidentale, ma è solo grazie al successo di Ghost in the Shell (1995 per la regia di Mamoru Oshii) e la serie televisiva, tanto amata dalla mia generazione, Pokémon, che l’animazione giapponese prende coscienza di sé come realtà industriale e prodotto di esportazione.
Il DVD si afferma come supporto standard per l’home-video, il giro d’affari si allarga concentrandolo principalmente nelle aree asiatiche, anche in occidente si inizia a vedere di più, ma viene considerato poco più di un’attività commerciale collaterale.
Nonostante questi segnali positivi, l’economia giapponese continua ad annaspare, il tasso di criminalità e la disoccupazione aumentano e gli studi d’animazione non fanno eccezione, pochissimi sono i fortunati ad avere contratti a tempo pieno e determinato. Si arriva addirittura a spostare parte della produzione all’estero a scapito della qualità del prodotto, creando significative differenze tra i vari anime trasmessi.
La crisi economica alimenta un grandissimo desiderio di evasione e proprio questa necessità di svago e tendenza al risparmio porta i produttori a buttarsi su generi di sicuro successo, come il Mecha. Nel 2002 esce Full Metal Panic!, show che si divide tra gag comiche tipiche della high school comedy e battaglie tra robot, e RahXephon dello studio Bones, opera chiaramente ispirata a Neon Genesis Evangelion, che riesce a coniugare vecchia e nuova tradizione robotica, ma è di qualche tempo dopo la vera svolta degli anni 2000 ed è sempre firmata dallo studio Sunrise, creatore di Gundam.
Il 6 ottobre del 2006, per il soggetto originale di Ichirō Ōkōchi e la regia di Gorō Taniguchi, parte il progetto Code Geass. Fantascienza e mecha si uniscono in un connubio vincente, il design impeccabile curato dall’esperto Eiji Nakada e Akira Yasuda ideatori del Knightmare Frame, gli antropomorfi mecha del nuovo millennio.
In un presente ucronico, la Britannia domina il mondo. Il principe Charles, scapestrato ribelle, viene esiliato insieme alla sorella Nunnally nell’Area 11, ovvero il Giappone. Trovandosi coinvolto nella lotta indipendentista, viene a contatto con C.C., mistico personaggio che gli dona un potere sovrannaturale, il geass. Serie considerata il miglior prodotto di quel periodo, è formata da due stagioni entrambe di 25 episodi che uniscono pubblico e critica valendogli per ben due volte il premio come miglior serie televisiva all’Animeshon Kōbe e alla Tokyo International Anime Fair, dove viene premiato anche l’autore Ōkōchi per il miglior soggetto.
2007, finalmente il Giappone esce dalla stagnante crisi degli ultimi anni e i mercati riprendono a girare e il paese si avvia verso una fase di grande stabilità. Nonostante l’animazione sia il terzo compartimento industriale dell’isola per ricchezza prodotta, il mercato ha raggiunto il punto di saturazione e la produzione inizia a diminuire.
I produttori sono costretti a investire ancora su prodotti dalla rendita sicura e allora Mecha sia.
Il primo aprile di quell’anno su TV Tokyo esordisce Gurren Lagan (Tengen toppa Gurren Lagan), 27 episodi prodotti dallo studio Gainax a dieci anni dal suo massimo successo, Neon Genesis Evangelion.
In un lontano futuro l’umanità si nasconde dagli uomini-bestia nel sottosuolo. Mentre i due fratelli Simon e Kamina progettano il loro ritorno in superficie, ritrovano un vecchio robot pilotato dagli uomini-bestia chiamato Gunmen e lo sfruttano per tornare all’aria aperta. A mano a mano che la lotta continua, formano la Brigata Gurren nel tentativo di liberare l’umanità dal suo bestiale oppressore.
Sempre nello stile della Gainax, rimpossessandosi della spensieratezza e solarità di cui Evangelion era stato privato, il genere viene rivisitato, prendendo a piene mani dal suo ricco patrimonio per creare delle nuove forme, una rinascita che sa di passato, un neoclassicismo di ferro e acciaio.
Articolo a cura di Alessandro Bogini
Grafiche di Luigi Mameli

