LA LUCE CONTRO L’OSCURITÀ
TERZA USCITA
PARTE III
TRUE DETECTIVE
La stagione contiene richiami a diverse opere letterarie: l’autore ha, infatti, inserito nella serie il personaggio del Re Giallo e l’antica città di Carcosa, elementi che si riferiscono a due opere della cultura americana di fine Ottocento. Il primo fa riferimento a Il Re In Giallo, raccolta di racconti dello scrittore e pittore statunitense Robert William Chambers, mentre il secondo a An inhabitant of Carcosa di Ambrose Gwinnett Bierce.
I primi racconti hanno in comune un fantomatico testo teatrale intitolato Il Re In Giallo, opera che conduce chi la legge alla pazzia. Tale scritto ha avuto molto successo negli anni della sua pubblicazione per il suo taglio horror-fantastico. Il testo contiene elementi che sono stati inseriti poi nella serie: il soprannaturale, i simboli disegnati sui cadaveri, il colore giallo come simbolo di pazzia e malattia mentale, la città di Carcosa e le citazioni stesse dal libro.
Nel secondo episodio, ad esempio, viene inquadrato il diario di Dora Lange in cui la vittima aveva trascritto alcuni versi della seconda scena dell’atto I de Il Re In Giallo, intitolata La canzone di Cassilda.
Il personaggio di Reggie Ledoux citerà le stelle nere nel quinto episodio dopo essere stato ammanettato dai due detective nel bel mezzo del bayou.
Carcosa è invece un richiamo specifico al racconto del 1886 An inhabitant of Carcosa, nel quale un uomo si ritrova perduto e tenta di raggiungere la mitica città in questione.
Il pensiero del detective Cohle, invece, sembra influenzato da due opere: la prima è Così parlò Zarathustra di Friedrich Wilhelm Nietzsche che ispira il personaggio attraverso il concetto di tempo come cerchio piatto; la seconda è un saggio filosofico dello scrittore statunitense Thomas Ligotti, La cospirazione contro la razza umana. Nel 2014 il fondatore della Thomas Ligotti Online accusa lo sceneggiatore di plagio per aver inserito nel testo parole e idee molto simili a quelle contenute nel libro. HBO ha poi rilasciato un comunicato nel quale sosteneva l’originalità di Pizzolatto e la libertà dell’autore circa la possibilità di utilizzare ed ispirarsi a concetti filosofici. Lo stesso sceneggiatore ha poi dichiarato di non aver plagiato nessun autore in particolare.
I riferimenti contenuti nella serie derivano anche dalle influenze fumettistiche dell’autore. Pizzolatto cita come sue prime fonti di ispirazione due importanti scrittori di fumetti, Alan Moore e Grant Morrison. I rimandi all’opera di quest’ultimo si trovano in The Invisibles, serie di fumetti scritta da Morrison tra il 1994 e il 2000. In essa, alcune delle teorie di Nietzsche, così come la Teoria-M e il Re Giallo si rivelano elementi ricorrenti.
Il personaggio di Chambers torna anche in Neonomicon di Alan Moore; oltre al Re, uno dei personaggi è chiamato Carcosa, la città immaginaria di Bierce. Adi Tantimedh, editore del sito Bleedingcool, afferma che il lavoro di Moore che più ha influenzato la serie è From Hell, il fumetto in cui l’autore tratta a modo suo le vicende di Jack lo Squartatore.
“Il tempo è un cerchio piatto. Tutto quello che abbiamo fatto o che faremo, lo faremo ancora e ancora e per sempre”.
Il tempo è sicuramente uno dei temi portanti. L’uso ricorrente del flashback come stilema visivo non si limita a regalare brevi episodi del passato: i tre ambienti temporali (1995, 2002 e 2012) delineano e ricollegano tutte le vicende dell’assassino e le indagini di Rustin e Martin. Lo spettatore non nota lo spostamento temporale in base a codici estetici particolari quali ambienti, abbigliamento o tecnologie, ma attraverso i cambiamenti fisici degli attori.
Il tempo è un fardello per il personaggio del detective Cohle. Quest’ultimo cita la Teoria-M, secondo cui l’universo in cui viviamo ha un concetto lineare di tempo, mentre fuori dal nostro punto di vista il tempo non esisterebbe, sarebbe un cerchio piatto e non una sfera. E Rust sperimenta personalmente questa teoria dell’Eterno Ritorno: la morte improvvisa della figlia piccola, la fine del matrimonio e il successivo collasso, sono eventi che rivive ogni giorno senza avere la capacità di liberarsene.
La stessa teoria colpisce anche il collega, che tradisce la moglie per puro edonismo nel 1995 e nel 2002, ripetendo i suoi errori, ogni volta uguali. Secondo Pizzolatto, il perdono non esiste come possibilità per l’essere umano, esiste semplicemente la dimenticanza.
Articolo a cura di Francesco Chiocci.
Grafiche di Luigi Mameli.
SERIAL CINEMA
TRUE DETECTIVE
TERZA USCITA
PARTE III
TRUE DETECTIVE
La stagione contiene richiami a diverse opere letterarie: l’autore ha, infatti, inserito nella serie il personaggio del Re Giallo e l’antica città di Carcosa, elementi che si riferiscono a due opere della cultura americana di fine Ottocento. Il primo fa riferimento a Il Re In Giallo, raccolta di racconti dello scrittore e pittore statunitense Robert William Chambers, mentre il secondo a An inhabitant of Carcosa di Ambrose Gwinnett Bierce.
I primi racconti hanno in comune un fantomatico testo teatrale intitolato Il Re In Giallo, opera che conduce chi la legge alla pazzia. Tale scritto ha avuto molto successo negli anni della sua pubblicazione per il suo taglio horror-fantastico. Il testo contiene elementi che sono stati inseriti poi nella serie: il soprannaturale, i simboli disegnati sui cadaveri, il colore giallo come simbolo di pazzia e malattia mentale, la città di Carcosa e le citazioni stesse dal libro.
Nel secondo episodio, ad esempio, viene inquadrato il diario di Dora Lange in cui la vittima aveva trascritto alcuni versi della seconda scena dell’atto I de Il Re In Giallo, intitolata La canzone di Cassilda.
Il personaggio di Reggie Ledoux citerà le stelle nere nel quinto episodio dopo essere stato ammanettato dai due detective nel bel mezzo del bayou.
Carcosa è invece un richiamo specifico al racconto del 1886 An inhabitant of Carcosa, nel quale un uomo si ritrova perduto e tenta di raggiungere la mitica città in questione.
Il pensiero del detective Cohle, invece, sembra influenzato da due opere: la prima è Così parlò Zarathustra di Friedrich Wilhelm Nietzsche che ispira il personaggio attraverso il concetto di tempo come cerchio piatto; la seconda è un saggio filosofico dello scrittore statunitense Thomas Ligotti, La cospirazione contro la razza umana. Nel 2014 il fondatore della Thomas Ligotti Online accusa lo sceneggiatore di plagio per aver inserito nel testo parole e idee molto simili a quelle contenute nel libro. HBO ha poi rilasciato un comunicato nel quale sosteneva l’originalità di Pizzolatto e la libertà dell’autore circa la possibilità di utilizzare ed ispirarsi a concetti filosofici. Lo stesso sceneggiatore ha poi dichiarato di non aver plagiato nessun autore in particolare.
I riferimenti contenuti nella serie derivano anche dalle influenze fumettistiche dell’autore. Pizzolatto cita come sue prime fonti di ispirazione due importanti scrittori di fumetti, Alan Moore e Grant Morrison. I rimandi all’opera di quest’ultimo si trovano in The Invisibles, serie di fumetti scritta da Morrison tra il 1994 e il 2000. In essa, alcune delle teorie di Nietzsche, così come la Teoria-M e il Re Giallo si rivelano elementi ricorrenti.
Il personaggio di Chambers torna anche in Neonomicon di Alan Moore; oltre al Re, uno dei personaggi è chiamato Carcosa, la città immaginaria di Bierce. Adi Tantimedh, editore del sito Bleedingcool, afferma che il lavoro di Moore che più ha influenzato la serie è From Hell, il fumetto in cui l’autore tratta a modo suo le vicende di Jack lo Squartatore.
“Il tempo è un cerchio piatto. Tutto quello che abbiamo fatto o che faremo, lo faremo ancora e ancora e per sempre”.
Il tempo è sicuramente uno dei temi portanti. L’uso ricorrente del flashback come stilema visivo non si limita a regalare brevi episodi del passato: i tre ambienti temporali (1995, 2002 e 2012) delineano e ricollegano tutte le vicende dell’assassino e le indagini di Rustin e Martin. Lo spettatore non nota lo spostamento temporale in base a codici estetici particolari quali ambienti, abbigliamento o tecnologie, ma attraverso i cambiamenti fisici degli attori.
Il tempo è un fardello per il personaggio del detective Cohle. Quest’ultimo cita la Teoria-M, secondo cui l’universo in cui viviamo ha un concetto lineare di tempo, mentre fuori dal nostro punto di vista il tempo non esisterebbe, sarebbe un cerchio piatto e non una sfera. E Rust sperimenta personalmente questa teoria dell’Eterno Ritorno: la morte improvvisa della figlia piccola, la fine del matrimonio e il successivo collasso, sono eventi che rivive ogni giorno senza avere la capacità di liberarsene.
La stessa teoria colpisce anche il collega, che tradisce la moglie per puro edonismo nel 1995 e nel 2002, ripetendo i suoi errori, ogni volta uguali. Secondo Pizzolatto, il perdono non esiste come possibilità per l’essere umano, esiste semplicemente la dimenticanza.
Articolo a cura di Francesco Chiocci.
Grafiche di Luigi Mameli.

