LA LUCE CONTRO L’OSCURITÀ
QUARTA USCITA
PARTE IV
TRUE DETECTIVE
Negli episodi della serie si possono notare forti riferimenti visivi a diverse opere appartenenti al grande schermo.
Pizzolatto ha dichiarato le influenze del regista russo Andrej Tarkovskij sui suoi lavori. Alla fine del secondo episodio della serie i due detective trovano dei graffiti sul muro di una chiesa bruciata nella periferia della città. L’immagine richiama un fotogramma presente in L’infanzia di Ivan (1962), primo lungometraggio del regista sovietico.
Nello stesso episodio, Rust scende dalla macchina e vede davanti a sé uno stormo di uccelli prendere la forma di una spirale, ricollegandosi alle visioni di cui ha parlato all’inizio della puntata.
Una scena molto simile è presente nel film di Jeff Nichols Take Shelter (2011), in cui il protagonista (Michael Shannon) è vittima anch’egli di allucinazioni visive riguardanti un’ipotetica fine del mondo.
L’atmosfera noir e i temi di True Detective sembrano influenzati anche da due lungometraggi del regista statunitense David Fincher, Seven (1995) e Zodiac (2007). Entrambi hanno come comune denominatore il mistero che si cela dietro l’assassino, il simbolismo presente negli omicidi e le indagini che sembrano sempre non portare a una soluzione.
In una scena di Seven alcuni agenti di polizia, tra cui i due protagonisti interpretati da Morgan Freeman e Brad Pitt, entrano nella casa di una delle vittime dell’assassino. I deodoranti arbre magique utilizzati per evitare l’odore nauseabondo nell’appartamento ricordano quelli presenti nella casa dell’assassino della serie, oltre ad essere utilizzati allo stesso scopo.
Oltre a ciò, il detective Hart trova, ancora vivo per miracolo, il padre dell’assassino legato ad un letto. La stessa sorte tocca alla vittima di John Doe nel film di Fincher.
Per quanto riguarda invece i riferimenti a prodotti seriali ne abbiamo testimonianza in Hannibal (2013), serie statunitense sviluppata per NBC e andata in onda dal 2013 al 2015. La serie tratta le vicende del profiler dell’FBI Will Graham e del collega psichiatra Hannibal Lecter. In alcuni episodi, il personaggio di Lecter si manifesta agli occhi del collega nelle sembianze di una figura umana, ma con le corna di cervo.
Inoltre, nel primo episodio della prima stagione, viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazza in un campo: sdraiato su una testa di cervo, il cadavere è trafitto dalle corna dell’animale. Il corpo ha molto in comune con quello di Dora Lange, la prima vittima in True Detective: la donna infatti viene trovata in una piantagione legata e inginocchiata con delle corna di cervo poste sulla testa a mo’ di corona.
La serie che ha più elementi in comune con quella di Pizzolatto è sicuramente Twin Peaks (1990) di David Lynch. Le due trame si assomigliano: le coppie di detective sono formate da un membro della comunità (il detective Hart e lo sceriffo Harry S. Truman) e da un collega appena arrivato in città (il detective Cohle e l’agente speciale Dale Cooper), entrambe le vittime (Dora Lange e Laura Palmer) hanno preso parte a un rituale che ha portato poi alla loro morte e nei loro diari si fa riferimento ad un individuo sconosciuto (Re Giallo e Bob). Infine, sia l’agente Cooper che il detective Cohle si trovano intrappolati in un limbo, un labirinto.
In True Detective, Rust segue l’assassino in un luogo che quest’ultimo chiama Carcosa, un insieme di corridoi e di stanze attraverso i quali il detective giungerà ad una delle stanze principali. Qui Rust avrà la visione di un portale per un’altra dimensione prima di essere attaccato alle spalle dall’assassino. Nell’ultima puntata della serie di Lynch, l’agente Cooper riesce a trovare l’entrata della Loggia Nera, un luogo metafisico appartenente ad un’altra dimensione in cui il tempo scorre a suo piacimento e lo spazio è separato da corridoi e tende rosse. Come Cohle, anche Cooper si ritrova in un labirinto in cui è difficile capire come muoversi.
Articolo a cura di Francesco Chiocci.
Grafiche di Luigi Mameli.
SERIAL CINEMA
TRUE DETECTIVE
QUARTA USCITA
PARTE IV
TRUE DETECTIVE
Negli episodi della serie si possono notare forti riferimenti visivi a diverse opere appartenenti al grande schermo.
Pizzolatto ha dichiarato le influenze del regista russo Andrej Tarkovskij sui suoi lavori. Alla fine del secondo episodio della serie i due detective trovano dei graffiti sul muro di una chiesa bruciata nella periferia della città. L’immagine richiama un fotogramma presente in L’infanzia di Ivan (1962), primo lungometraggio del regista sovietico.
Nello stesso episodio, Rust scende dalla macchina e vede davanti a sé uno stormo di uccelli prendere la forma di una spirale, ricollegandosi alle visioni di cui ha parlato all’inizio della puntata.
Una scena molto simile è presente nel film di Jeff Nichols Take Shelter (2011), in cui il protagonista (Michael Shannon) è vittima anch’egli di allucinazioni visive riguardanti un’ipotetica fine del mondo.
L’atmosfera noir e i temi di True Detective sembrano influenzati anche da due lungometraggi del regista statunitense David Fincher, Seven (1995) e Zodiac (2007). Entrambi hanno come comune denominatore il mistero che si cela dietro l’assassino, il simbolismo presente negli omicidi e le indagini che sembrano sempre non portare a una soluzione.
In una scena di Seven alcuni agenti di polizia, tra cui i due protagonisti interpretati da Morgan Freeman e Brad Pitt, entrano nella casa di una delle vittime dell’assassino. I deodoranti arbre magique utilizzati per evitare l’odore nauseabondo nell’appartamento ricordano quelli presenti nella casa dell’assassino della serie, oltre ad essere utilizzati allo stesso scopo.
Oltre a ciò, il detective Hart trova, ancora vivo per miracolo, il padre dell’assassino legato ad un letto. La stessa sorte tocca alla vittima di John Doe nel film di Fincher.
Per quanto riguarda invece i riferimenti a prodotti seriali ne abbiamo testimonianza in Hannibal (2013), serie statunitense sviluppata per NBC e andata in onda dal 2013 al 2015. La serie tratta le vicende del profiler dell’FBI Will Graham e del collega psichiatra Hannibal Lecter. In alcuni episodi, il personaggio di Lecter si manifesta agli occhi del collega nelle sembianze di una figura umana, ma con le corna di cervo.
Inoltre, nel primo episodio della prima stagione, viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazza in un campo: sdraiato su una testa di cervo, il cadavere è trafitto dalle corna dell’animale. Il corpo ha molto in comune con quello di Dora Lange, la prima vittima in True Detective: la donna infatti viene trovata in una piantagione legata e inginocchiata con delle corna di cervo poste sulla testa a mo’ di corona.
La serie che ha più elementi in comune con quella di Pizzolatto è sicuramente Twin Peaks (1990) di David Lynch. Le due trame si assomigliano: le coppie di detective sono formate da un membro della comunità (il detective Hart e lo sceriffo Harry S. Truman) e da un collega appena arrivato in città (il detective Cohle e l’agente speciale Dale Cooper), entrambe le vittime (Dora Lange e Laura Palmer) hanno preso parte a un rituale che ha portato poi alla loro morte e nei loro diari si fa riferimento ad un individuo sconosciuto (Re Giallo e Bob). Infine, sia l’agente Cooper che il detective Cohle si trovano intrappolati in un limbo, un labirinto.
In True Detective, Rust segue l’assassino in un luogo che quest’ultimo chiama Carcosa, un insieme di corridoi e di stanze attraverso i quali il detective giungerà ad una delle stanze principali. Qui Rust avrà la visione di un portale per un’altra dimensione prima di essere attaccato alle spalle dall’assassino. Nell’ultima puntata della serie di Lynch, l’agente Cooper riesce a trovare l’entrata della Loggia Nera, un luogo metafisico appartenente ad un’altra dimensione in cui il tempo scorre a suo piacimento e lo spazio è separato da corridoi e tende rosse. Come Cohle, anche Cooper si ritrova in un labirinto in cui è difficile capire come muoversi.
Articolo a cura di Francesco Chiocci.
Grafiche di Luigi Mameli.

